Un segreto noto a tutti è quello di Pulcinella, che conosce le debolezze dei potenti e non può trattenersi dal rivelarle.

Il 3 Dicembre 2015 uno dei segreti di Pulcinella più difesi e temuti è venuto alla luce sulla interessante testata Times Higher Education, che ci rivela la storia di un “Confidential dossier on fraud in UK biomedical research” dedicato ad una questione segretissima e della massima riservatezza: i professori e i ricercatori delle scienze biomediche IMBROGLIANO! OH MY GOD! Chi l’avrebbe mai detto?

Chi avrebbe mai detto, come affermato dal dossier, che:

  • la frode scientifica è molto più diffusa di quanto si voglia far apparire
  • nonostante decenni di consapevolezza dei problemi che portano alla cattiva condotta accademica, si sono fatti pochi progressi
  • vi sono istituti di ricerca, amministrazioni universitarie, finanziatori, riviste scientifiche e ricercatori di primaria importanza che coprono e nascondono la cattiva condotta, propria e altrui
  • le poche ritrattazioni non sono una misura dell’estensione del problema, visto che pochissimi articoli scientifici sono controllati
  • se si controllasse bene, si potrebbe arrivare anche al 5% di articoli falsificati (ndr: ottimisti…)
  • gli scienziati e le riviste sono estremamente riluttanti a ritrattare i propri articoli, anche in presenza di prove incontrovertibili
  • il processo di peer review “è chiaramente inadatto a risolvere il problema” e i revisori si lasciano sfuggire persino errori e inconsistenze banali

Il segretissimo dossier, insieme con un’eloquente lettera a commento firmata da un membro della Royal Society (interessante anche quella, leggete l’articolo del THE), è nelle mani del ministro e dell’università e della ricerca inglese (il cui predecessore ha commissionato lo studio).

Mi raccomando, non spargete la voce.

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