Quando ho iniziato la mia carriera di ricercatore ero convinto che la Scienza si autocorreggesse e che gli scienziati fossero motivati nel dire sempre la verità. Ogni ricercatore ha fiducia e si appoggia ai risultati ottenuti da altri per le proprie particolari indagini, il che era ciò che intendevo fare su larga scala, incrociando dati provenienti da fonti diverse e individuando possibili risposte a problemi scientifici molto differenti.

Immaginate lo shock che ho provato quando, armato della giusta tecnologia informatica, con il mio gruppo ho trovato che nella letteratura scientifica corrente i tre peccati capitali della frode scientifica – fabbricazione di dati ed esperimenti, loro falsificazione e plagio – sono talmente diffusi da destare seria preoccupazione riguardo all’affidabilità di ciò che crediamo di sapere. 

Non ci credete? Provate a leggere qualche post.